NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Questo sito web utilizza cookie per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookies. Per saperne di piu'

Approvo

Stefano Moreo: l’uomo dai gol importanti, sulle orme di Inzaghi.

Stefano Moreo: l’uomo dai gol importanti, sulle orme di Inzaghi.

Stefano Moreo è il prototipo dell’attaccante moderno: forte di testa, molto veloce (nonostante il metro e novanta di altezza) e pronto al sacrificio quando c’è da aiutare i compagni. In più, mai una parola fuori luogo, anche quando mister Inzaghi sceglie di mandare in campo un altro compagno al suo posto: gesti importanti che fanno capire come il gruppo conti più di tutto.

Moreo infatti preferisce rispondere sul campo, magari come contro l’Empoli quando, subentrato a Marsura nel finale di partita, ha siglato il gol che ha permesso ai lagunari di imporsi sui toscani, dati da molti come possibili favoriti alla vigilia.

Moreo 2


Difficile da fermare quando parte in velocità, Moreo fa dell’imprevedibilità la sua arma migliore.

Nato a Milano il 30 giugno 1993, Stefano è uno dei principali artefici della spettacolare passata stagione, che ha visto gli arancioneroverdi conquistare due titoli e sfiorare addirittura il terzo.

10 gol e 6 assist in quaranta partite per farsi conoscere dal proprio pubblico, che lo ha sempre apprezzato fino ad arrivare ad amarlo in una sera di aprile, quando proprio una sua rete decise il sentitissimo derby contro il Padova che permise alla squadra di Inzaghi di avere la quasi certezza della promozione. Oltre a ciò, il numero 11 lagunare mise la propria firma anche nel successo per 3 a 1 ai danni del Matera nella finale di ritorno della Coppa Italia di Serie C, alzando il secondo trofeo in pochi giorni.

Quest’anno sta trovando molta continuità, grazie anche a delle prestazioni sempre positive che lo hanno spesso fatto entrare nella formazione titolare di Inzaghi. E anche quando si è dovuto accomodare in panchina, ha sempre fornito il suo contributo pure da subentrato, come dimostra il gol segnato sul finire di gara contro l’Empoli appunto.

Moreo 7


Ragazzo molto cordiale e disponibile, Moreo ha voluto raccontarci la sua storia, dal suo rapporto con i compagni a quello con il mister, svelandoci pure il motivo per cui ha scelto la laguna e il Venezia FC.

Stefano, questo per te è il secondo anno di Serie B dopo le dieci presenze con la Virtus Entella nella stagione 2014/2015. Cosa è cambiato?

“Rispetto a quando giocavo a Chiavari sono migliorato tantissimo. Quella volta non mi sentivo a mio agio, tanto che l’anno dopo ho scelto di scendere di categoria. Quest’anno, invece, mi trovo bene in Serie B. Il mister mi dà fiducia e io devo migliorare ancora”.

Sono anche arrivati due gol molto belli, quello di testa ad Avellino e quello nella vittoria contro l’Empoli.

“Sì, poi il gol è sempre importate. Quello con l’Empoli ha portato tre punti pesanti, anche se la palla sembrava non volesse entrare...”

Quest’anno là davanti siete in cinque a lottare per due posti. C’è un po’ di pressione?

“Pressione direi di no. C’è competizione tra di noi, quel qualcosa che ti spinge a dare di più in allenamento. Ma nessuna rivalità, assolutamente. Siamo tranquilli, se gioca un compagno va bene comunque. Basta farsi trovare pronti quando il mister chiama”.

L’anno scorso giocavi più esterno, in un modulo che prevedeva tre attaccanti. In questa stagione, invece, Inzaghi ha quasi sempre schierato due punte pure. Come ti trovi meglio?

“Sono due moduli diversi, ma anche il 4-3-3 dell’anno scorso prevedeva che io mi accentrassi, per lasciare più libertà di esprimersi a Falzerano. Io, comunque, mi trovo meglio quest’anno con una punta vicina con cui dialogare e che mi supporti”.

Da attaccante, com’è essere allenato da uno dei migliori numeri 9 della storia?

Beh, è fantastico. Quando mi hanno detto che c’era la possibilità di venire a Venezia e di essere allenato da Inzaghi, ho accettato subito. Non ho avuto dubbi. Io sono di Milano e milanista, cresciuto con lui come idolo. Da piccolo facevo il raccattapalle a San Siro e lo guardavo sempre. Con lui, poi, posso crescere tantissimo”.

Stefano, ultima curiosità. Da Milano a Venezia, come. Ti trovi?

Eh, sono due città completamente diverse. Milano è immensa, ha tutto quello che cerchi e dà grandi possibilità. Venezia la visito spesso, è una città meravigliosa. Io, però, abito a Mestre, proprio vicino al centro di allenamento e devo dire che mi sto trovando molto bene. Ho tutto quello che mi serve.


Moreo 5


di Marco Alessandri /In Collaborazione con Positive Magazine



Premium Sponsor

hamaki ho
estra 
jeep
campello motors
alfa romeo
 

Partner

nike
associazionevenezianaalbergatorivenezia unica t