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Alexandre Geijo, dai gol al Bernabeu alla promozione con il Venezia FC.

Alexandre Geijo, dai gol al Bernabeu alla promozione con il Venezia FC.

Ci sono dei momenti, nella carriera di un giocatore, che ne segnano inevitabilmente il percorso, diventando dei ricordi indelebili per i tifosi e per il giocatore stesso. Alexandre Geijo, attaccante in forza al Venezia FC da due stagioni, il suo momento lo ha vissuto in una serata di maggio del 2008, quando con la maglia del Levante segnò una doppietta contro il Real Madrid, in un match giocato al Santiago Bernabeu. Da quella serata di tempo ne è passato, eppure raccontandolo Geijo si emoziona ancora, a dimostrazione di quanto quei gol abbiano significato per lui.

Nato in Spagna ma di passaporto svizzero, Alex è uno di quei giocatori che hanno girato l’Europa giocando a calcio. Granada, Watford e Venezia sono solo tre delle undici mete diverse in cui l’attuale numero 19 lagunare ha dato il suo contributo in campo.

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Giocatore che non si risparmia mai, Alex è sempre stato apprezzato da staff e tifosi ovunque abbia giocato e ciò si è ripetuto anche qui a Venezia, dove è diventato uno dei giocatori più amati dal pubblico.

La sua miglior stagione, dal punto di vista realizzativo, Geijo la trascorse a Granada, quando segnando la bellezza di 24 gol risultò fondamentale per la promozione in Liga del club spagnolo.

Arrivato a Venezia dopo essere rimasto svincolato, Geijo in Italia ha vestito anche le maglie di Brescia e Udinese, trovando in Friuli il suo primo gol in Serie A. In laguna, Alex si è tolto più di una soddisfazione, arrivando a conquistare al suo primo anno due titoli e risultando essere a fine stagione il miglior realizzatore della squadra. C’è molto più dei gol, però, in Alexandre Geijo. Spirito di sacrifico, competizione e vena agonistica fanno di lui un giocatore importantissimo per mister Inzaghi, che non esita a schierarlo in campo quando c’è da combattere per guadagnare qualche metro, in modo da far rifiatare il resto della squadra.

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Lo abbiamo incontrato al Taliercio, centro sportivo degli arancioneroverdi, dove abbiamo fatto una chiacchierata con lui, conoscendo così una persona molto solare, sempre con la battuta pronta e il sorriso sulle labbra. Insomma, un vero e proprio uomo squadra.

Alex, nel 2010 sei stato protagonista della promozione del tuo Granada in Liga, segnando 24 reti. Credi sia possibile ripetere quel traguardo qui a Venezia?

Beh quell’anno siamo riusciti a fare qualcosa di straordinario, ma avevamo una squadra costruita per fare il salto. Certo, quello che posso dire è che tutto è possibile, le sorprese sono ciò che rende questo sport così unico. Noi siamo lì davanti, non distanti dalla vetta. Vedremo a fine stagione cosa dirà la classifica.

Di momenti speciali, nella tua carriera, ne hai vissuti tanti. Sbaglio nel dire che il più bello di tutti è la doppietta al Bernabeu quando indossavi la maglia del Levante?

Sicuramente, un pomeriggio indimenticabile. Fare due gol in quello stadio, contro il Real Madrid, è stato davvero incredibile. Mi emoziono ancora a pensarci. Credo sia un pò il sogno di tutti i bambini che amano giocare a calcio, quindi anche il mio. Non sono stati i gol più importanti della mia carriera, ma sicuramente i più speciali.

A Venezia, invece, qual è la più grande emozione che hai vissuto?

Ah beh senza dubbio la promozione dell’anno scorso, un traguardo arrivato molto prima di quanto ci aspettassimo, visto che abbiamo avuto la certezza di aver vinto il campionato già ad aprile. Quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita contro il Fano, è scattata la festa. Un’emozione unica. É stato un anno perfetto, con un progetto bello e molto serio e con degli obiettivi chiari.

Non sarà il Bernabeu, ma anche il Penzo si fa sentire. Che cosa provi a segnare un gol davanti ai tuoi tifosi?

Segnare è sempre bello, sia che tu lo faccia davanti a ottantamila persone sia che ce ne siano tremila. Certo, quando segno di fronte ai miei tifosi e li vedo esultare è stupendo, non c’è cosa migliore.

Hai già in mente cosa farai in futuro, quando avrai chiuso la tua carriera da calciatore?

Sinceramente non ci ho ancora pensato. Oggi ti dico che non mi vedrei allenatore, ma è possibile che in futuro non possa cambiare idea, anche se non ho ancora fatto nessun corso e non ho preso alcun patentino. Mi piacerebbe comunque restare nel mondo dello sport e del calcio, lavorando sempre in questo ambiente.

Alex, per salutarci dicci qualcosa sulla tua vita qui in laguna.

Eh qui è molto bello, si sta davvero bene. Io faccio parte di quel gruppo di giocatori che abita a Treviso, come il capitano Domizzi, però ogni volta che mi vengono a trovare parenti o amici devo portarli a visitare Venezia. Amo Venezia, ma devo ammettere che non so come facciano gli abitanti a viverci con tutti quei turisti. A me, comunque, piace stare a contatto con le persone quindi mi diverto. Pensate che non prendo mai il taxi, preferisco il vaporetto.

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di Marco Alessandri /In Collaborazione con Positive Magazine

 

 


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